Sverminator

Sverminator






  9995     Fantascienza     2006     15'  


Paul Condom, futuro capo della resistenza umana nella lotta contro i robot, conduce una tranquilla e mediocre vita ignaro di ciò che l'attende: due robot killer dal futuro ritornano nel 2005 per ucciderlo ed impedire il suo divenire capo della ribellione.

Curiosità
  • Questo film segna l'inizio delle trasferte fuori dalla Campania o anche dei randez-vous annuali di due-tre giorni.
  • Il ruolo dell'antagonista (il cyborg T-71) venne inizialmente affidato a Stefano. Dopo la sua defezione "last minute" passammo, un pò perplessi, la parte ad Antonio.
  • Conosciuto sul set il buon Cosimo, concordammo che la sua figura più imponente ed il suo sguardo glaciale fossero più indicati al ruolo.
  • Una nota di folklore partenopeo è celata nella sigla dei due robot: il 23 ed il 71 sono due numeri che nella "smorfia" napoletana hanno significati denigratori.
  • Profluvio di effetti speciali digitali, soprattutto di morphing.
  • Diario delle riprese
    Dopo il fortunato exploit di Strambo 2, nubi infauste gravavano nel cielo della 3D Production; la grande distanza che ormai separava i nostri amici, ognuno su una strada diversa con diverse prospettive ed esigenze, non lasciava più spazio a progetti cinematografici. Ma ecco che all’inizio dell’anno si decide di dare una scossa a quest’impasse e si mette in cantiere un progetto nato due anni prima dalla penna della collaudata coppia Di Gennaro – D’Alessandro: Sverminator – Il giorno del supplizio. Con giusto due mesi di anticipo Ettore propone come location la base scout di Provazzano in quel di Parma per la data (da bloccare il prima possibile) del 9 e 10 aprile. Sarà quindi la prima volta che la 3D Production supererà, e non di poco, i confini regionali. Era prevista una vera e propria convergenza da più parti della nostra penisola: da Napoli (la maggior parte), da Caserta (Stefano), da Roma (Rossella, Cosimo, Riccardo), da Bologna (Adriano) da Milano (Maurizio); ed inoltre si prospettava un vero e proprio gemellaggio con gli scout di Parma di cui Ettore è diventato nel frattempo capo. Due mesi passano in fretta ma purtroppo non sono così brevi come si vuol credere ed ecco che, insieme alla 3D, tornano anche i suoi problemi di sempre. Col passare delle settimane oltre a mancare conferme definitive di chi effettivamente verrà, ecco arrivare anche clamorose defezioni come quella di Maurizio, dei ragazzi di Parma e, all’ultimo momento, di Stefano per insindacabili ragioni lavorative. E non è tutto! Anche il sostituto di Stefano, uno scout di Parma con le physique du rol, dà forfait all’ultimo momento. E’ lo stesso Ettore con un tragico SMS a darmene notizia poco prima che scendessi da casa. Mentre sono in viaggio con Dimitri per la stazione ferroviaria chiamo il mio sconsolato socio e gli propongo di affidare il ruolo del T-71 al più che azzeccato Antonio Comes. Arriviamo alla stazione appena in tempo per salire sul treno dove ci aspettano Antonio ed Anna la quale ci accoglie con un serafico e raggelante: “…ma quella è la borsa con le armi?!” In tarda serata arriviamo a Bologna dove passiamo la notte a casa di Adriano il quale, da “buon paparino”, era venuto a prenderci alla stazione. La mattina dopo, caricata per bene la macchina, partiamo alla volta di Parma direttamente a casa di Ettore dove ci raggiunge anche Riccardo. Dopo un caffè e quattro chiacchiere, giriamo una brevissima scena poi rigirata più tardi in una location più consona. Ci spostiamo poi in carovana per recuperare i restanti membri della truppa ossia Rossella e Cosimo, e l’unico dei nuovi amici di Ettore ad aver mantenuto fede all’impegno preso: il debuttante Mattia. Giunti a Provazzano sistemiamo subito i nostri bagagli nel dormitorio e ci mettiamo subito all’opera per allestire la scenografia principale. In poco tempo e con il semplice ausilio di alcuni tavoli, semplici nozioni di pionieristica e una discreta dose di fantasia creiamo il bancone della taverna. Prendiamo addirittura “in prestito” un vero frigo per i gelati che si trovava in un deposito stesso in loco. Per rendere l’ambientazione il più possibile vicina alla realtà Ettore decide di girare la scena della fuga di Paul e T-23 davanti ad un vero e proprio bar sulla strada. Vinto dal nostro categorico rifiuto ad entrare nel bar per poi uscirne di corsa, Ettore accetta di girare la breve sequenza inquadrandoci in corsa direttamente fuori della porta. Prima di fare ciò, come detto poc’anzi, rigiriamo l’esterno di casa Condom usando come location un edificio al momento disabitato visto lungo la strada. Ritornati al set principale, Ettore ha una vera e propria illuminazione; consultandosi col sottoscritto e non ottenendone obiezione alcuna, con buona pace di Antonio si decide di cooptare Cosimo per il ruolo del T-71. Dopo aver fatto fronte alla non poca resistenza da parte del diretto interessato, ecco che il T-71 ha un volto definitivo e più azzeccato. Sportivamente Antonio presta il suo pantalone di pelle al nuovo debuttante, il quale gira subito la sequenza del suo ingresso in scena quando, entrato nel bar dopo la mega rissa, fa fuoco sui già mazzolati teppisti. La scena della suddetta rissa la giriamo poco dopo ed è tutto un susseguirsi di gustose e coreografiche improvvisazioni dove si da vita anche a personaggi non previsti come Ricky One il fenomeno e la sua marziale consorte (Riccardo e Tonia). Giunge la sera e facciamo una lunga pausa per la cena, durante la quale, grazie al portatile di Adriano, diamo una divertita occhiata alle scene girate. Tra l’altro il suddetto portatile ci è stato molto utile nel doppiaggio di alcune voci fuori campo da montare in un secondo momento. Sceso il buio ci apprestiamo a girare la scena iniziale con i due piccioncini (Antonio e Rossella) nel “parco dell’amore”. In un primo momento la location era stata approntata al di fuori della struttura, con le macchine circostanti debitamente tappezzate di giornali, ma l’improvvisa pioggerella ci ha costretti a portarle nel piazzale interno per poter usare con tranquillità i delicati ma professionali faretti alogeni procuratici per l’occasione. La giornata termina e, stanchi e soddisfatti andiamo a dormire, non prima però di aver dato sfogo alla nostra proverbiale goliardia tra cappottoni e sarcasmi d’ogni tipo. La giornata successiva inizia all’insegna del maltempo. Fortunatamente le scene rimanenti, che riguardano il rocambolesco inseguimento e il combattimento finale, possono tranquillamente essere girate senza problema alcuno. La lotta tra i due cyborg trova la sua location sotto un porticato piuttosto lungo, spazioso e alquanto suggestivo. Tale scena viene arricchita dall’arrivo sul set di Massimo: colui che sarebbe dovuto essere l’effettivo sostituto di Stefano nei panni del T-71 porta sul set la sua eccezionale collezione di armi giocattolo dal taglio realistico; la sua “Santa Barbara” arriva sul set proprio al momento opportuno dando al film un tocco di preziosismo in più. Altro preziosismo fondamentale per questo film è rappresentato dal telone verde allestito da Tonia (che lo ha cucito) e da Adriano (che ne ha creato il telaio), per l’indispensabilissimo croma-key. La scena delle due teste robotiche che rotolano sul pavimento continuando a fronteggiarsi ha visto il suo uso più significativo con i due attori stesi a terra e coperti fino al collo. Doveroso sottolineare, a chiusura di questa scena (oltre che del film intero), la breve ma fondamentale interpretazione di Anna nei panni curatissimi ed azzeccatissimi dell’arcigna madre di Paul. Il telone viene nuovamente utilizzato nel pomeriggio per le sequenze del rocambolesco inseguimento in auto e per alcuni primi piani di Dimitri e Cosimo indispensabili per la scena del combattimento. Le riprese sono così terminate, ma a conclusione di questa straordinaria sessione di riprese c’è a cura di Rossella, che ha realizzato tra l’altro uno splendido “dietro le quinte”, una serie di divertenti interviste doppie a tutti i componenti della troupe. Dopo esserci cimentati in un divertente siparietto canoro utile per arricchire la sigla di chiusura, partiamo tutti per le rispettive destinazioni con la tacita promessa di rivederci almeno una volta l’anno per altre pazze ed indimenticabili avventure.
    Paolo
    1° maggio. Alle splendide riprese fatte a Provazzano, mancano alcuni dettagli. Ormai abbiamo imboccato la via dell’originalità a tutti i costi e decisi a non riciclare scene da nessun film, c’è la necessità di riprendere alcuni dettagli nella amena città di Parma. Quindi col mio fido destriero Siria (la mia cagnolina) mi aggiro per Parma con la videocamera di domenica mattina a riprendere alcuni tabelloni pubblicitari, un parcheggio, la tangenziale da un punto sopraelevato e alcune vie isolate. Fiero del mio bottino torno subito a casa a montare le scene.
    Ma non finisce qui! Tempo dopo, e come da copione, si crea il frangente giusto per girare le sequenze in tangenziale. A tal proposito, il 7 maggio, Maurizio e Viviana, in visita alla mia umile ma modesta casa, mi accompagnano in questa avventura. Maurizio però, pretende il pagamento di un balzello: mi accompagnerà a fare le riprese se lo includerò in una scena del film. Naturalmente l’intenzione c’era già, visto che il suo nome era fra quelli dei convocati per le riprese del 9/10 aprile. Quindi accetto di pagare il balzello ma a modo 3D. Maurizio è noto per la sua proverbiale prudenza in auto e quindi dipingiamo per lui un siparietto in cui viene gettato fuori strada da un T-71 inferocito. Quindi il nostro si è prestato a facce e smorfie che potrete ammirare nel filmato finito. Inoltre mi ha pazientemente accompagnato in tangenziale da un’estremità all’altra in andata e ritorno per le riprese del traffico in soggettiva.
    16 settembre. Con la complicità di Mattia, convochiamo Massimiliano e Luca, detto Peco, a tradimento per girare alcune scene per chiudere Sverminator. Mi faccio scarrozzare in tangenziale di nuovo per altre riprese di traffico (che possono sempre servire) e poi mi faccio lasciare in tangenziale sotto il ponte dove avverrà l'epilogo dell'inseguimento. Ma prima facciamo una sosta sui binari della dismessa ferrovia Parma-Suzzara. Alcuni minuti di girati qui, uniti a quelli incui Maurizio fa le smorfie, daranno vita alla scena denominata "Quando il treno non fece ritardo". Ulteriore sosta in un parcheggio dove Massimo finge di guidare l'auto e di essere tirato via dal volante da un cattivissimo T-71, le cui braccia sono impersonate da Mattia. Qui aperto il cofano dell'auto di Massimo, Luca trova sistemazione per un immaginario abitacolo di Tir in cui verrà tamponato. Piccola nota: le riprese buone sono andate perse, meno male che avevo lasciato la telecamera accesa e ripreso delle prove. Andiamo a casa ormai non servono altre riprese aggiuntive. Ettore


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