Polvere di stelle morte

Polvere di stelle morte






            2020  

Un malefico virus proveniente dalle profonditā dello spazio prepara il terreno ad un'invasine aliena.

POLVERE DI STELLE MORTE
di Paolo D'Alessandro

 

Scena 1:

Nero.
Lente volute di fumo.
Dissolvenza
Un cratere fumante al centro del quale vi è un piccolo asteroide.
Lenta dissolvenza a mostrare il contenuto nella roccia spaziale ora posto in un piccolo cabinato situato in una stanza di laboratorio: un globo di cristallo dalla superficie leggermente irregolare e contenente  una sfera dall'aspetto all'apparenza metallico.
Davanti il cabinato vi sono alcuni ricercatori in camice bianco mentre in un'altra stanza due tecnici (un uomo, Jay ed una donna, Vicky) osservano la scena attraverso i monitor dei loro terminali.
Il capo dell'equipe, il dott. Neal, dopo aver consultato alcuni dati cartacei, si avvicina ad un terminale posto davanti al cabinato, dove campeggiano due leve. Inforcati due occhiali protettivi, lo scienziato aziona il terminale e, maneggiando le leve, manovra un apparecchio laser pronto a scalfire il globo.
Nel momento in cui sta per partire il laser, il globo inizia ad emettere un leggero bagliore intermittente. Il dottor Neal, stupefatto, sospende l'operazione e lascia la postazione per avvicinarsi lentamente al cabinato, sfilandosi gli occhiali per guardare meglio. Ancora pochi secondi ed il globo metallico smette di lampeggiare, aprendosi e rivelando le fattezze di un occhio artificiale dalla cui pupilla incandescente parte un raggio laser che colpisce agli occhi lo scienziato. Il dott. Neal, una volta colpito, rimane in piedi, irrigidito, mentre tutti restano attoniti a fissarlo o a guardarsi tra loro senza sapere cosa fare. 
Prendendo coraggio, una ricercatrice gli si avvicina, toccandogli una spalla per scuoterlo.
Lo scienziato si gira lentamente mostrando un  volto pallido,  occhi vitrei e guance rigate da lacrime dense e biancastre come cera sciolta.


Scena 2:

Interno - stanza scura con diverse postazioni con computer e monitor a circuito chiuso.
Seduto di fronte uno di essi il Colonnello Jones sta redigendo un rapporto relativo agli eventi accaduti nei laboratori. La voce dei suoi pensieri che dettano le parole del rapporto, accompagna una lugubre panoramica delle stanze e dei corridoi del complesso scientifico.


Col. Jones [voce fuori campo]:

Colonnello Morris Jones,
Rapporto 2.0 - crisi Plesso Scientifico Governativo.
A cinque ore dal manifestarsi del fenomeno la situazione appare essersi, per forza di cose, momentaneamente stabilizzatasi.
Non vi sono purtroppo superstiti tra la cinquantina di persone, tra tecnici, ricercatori e guardie di sicurezza, al momento attivi nel plesso.
Lo studio dei filmati e delle comunicazioni di emergenza durante la crisi ha consentito uno studio, nei limiti del possibile accurato, degli eventi.
La propagazione del virus (come tale si é deciso di considerarlo) é stata rapida e virulenta.
Coloro che sono stati risparmiati dal contagio é solo per finire barbaramente trucidati dai loro stessi simili.
Ciò ha permesso di evidenziare un aspetto del fenomeno ancora più inquietante: appare evidente infatti che il virus sia, in un certo senso, estremamente selettivo; che non venga cioè propagato indiscriminatamente da un soggetto all'altro. Esso viene infatti trasmesso solo ad individui che presentino caratteristiche fisiche di robustezza, forza ed agilità, indipendentemente dall’età e dal sesso di appartenenza. Gli altri, con doti fisiche di minore o scarsa prestanza, vengono inesorabilmente eliminati, rispondendo ad una sorta di cinica e spietata selezione. L'evidenza di questo fattore ci fa propendere per una considerazione che i successivi eventi hanno reso quanto mai palese: siamo di fronte ad una vero e proprio arruolamento.
Completato il contagio e terminata la selezione infatti, i contagiati sono confluiti in massa in un unico punto della struttura dove, da diverso tempo, sostano in stato catatonico di fronte al manufatto alieno all'origine di tutto.
L'oggetto in questione infatti emette bagliori intermittenti che, ipotizziamo, possano rappresentare una probabile forma di comunicazione da parte di una volontà aliena.
Al momento in cui redigo questo rapporto la squadra di intervento speciale sta ultimando i preparativi per effettuare una bonifica totale del laboratorio.


Terminato il rapporto, il colonnello si sposta ad un altro terminale dove apre un collegamento audio/video con il capo della squadra d'intervento, il Tenente Hurt.


Col. Jones: 
Tenente Hurt...

Hurt: 
Agli ordini colonnello!

Col. Jones: 
A che punto siete?

Hurt:
 E' tutto pronto signore... attendiamo il via libera.

Col. Jones: 
Bene... procedete pure.

Hurt: 
Signorsì!

Col. Jones: 
Hurt...

Hurt: 
Sì signore...?

Col. Jones: 
Sento di doverle ribadire la necessità... di un lavoro pulito.

Hurt: 
Non si preoccupi signore!

Col. Jones: 
Confido in lei... passo e chiudo!


Il colonnello Jones chiude la comunicazione per poi aprire un'altro collegamento video, questa volta all'interno del laboratorio ed in particolare in una stanza dove vi sono asserragliati cinque superstiti.

Gli occhi del colonnello scrutano accigliati le immagini sullo schermo.


Scena 3:

Interno: una stanza con diverse postazioni munite di computer e monitor a circuito chiuso.

Ad uno dei terminali Vicky, concentratissima, é intenta ad armeggiare con dei codici informatici. Accanto a lei, in piedi, Jay osserva il suo lavoro facendole scudo dalla telecamera che vigila nella stanza.


Vicky: 
Ecco... il canale é aperto... sono nello spazio condiviso. Non mi resta che lanciare la bomba e attendere conferma.

Jay: 
Perfetto... così la nostra piccola polizza sulla vita é stipulata.

Vicky:
Sai che non é una garanzia vero?!

Jay:
Lo so... ma una volta usciti vivi di quì la nostra strada potrà essere tutta in discesa.


Nella stanza ci sono altre tre persone: Brad, un ricercatore, accasciato a terra, con la schiena poggiata alla parete e la testa fasciata. Ad accudirlo la sua collega Liz. 
Harry, una guardia di sicurezza, in uniforme ma ormai disarmato, vaga visibilmente irrequieto per il piccolo locale.

Jay si rivolge all'infortunato.


Jay [a Brad]:
Come va Brad?

Brad:
A parte la testa che mi scoppia e gli occhi in fiamme... una vera meraviglia!

A udire queste parole il nervosismo di Harry aumenta.

Harry:
Credo proprio di essere arrivato troppo tardi!


Breve flashback dell'aggressione subita da Brad:
In un corridoio del laboratorio Liz, appena caduta sul pavimento, urla di terrore. 
Brad è inchiodato alla parete da uno zombi che, serrandogli le mani alla gola, inizia il processo di ipnosi. Dal fondo del corridoio Harry, dopo aver messo fuori combattimento due aggressori, corre in suo aiuto piombando a testa bassa sullo zombi scaraventandolo giù da una rampa di scale. Poi, insieme a Liz, aiuta Brad a rialzarsi portandolo via.


Jay:
Ehi... é tutto a posto. E' solo malconcio... ma nulla di più

Harry:
E tu te la senti di rischiare a tenercelo qui?

Jay:
Non esiste che lo buttiamo fuori... ed é altrettanto rischioso aprire quella porta e attirare l'attenzione di quei cosi. Finché non arrivano i soccorsi ogni nostra azione é un azzardo.

Vicky:
Non dovremo aspettare molto se é per questo.


Da uno dei monitor si può infatti vedere la squadra di soccorso, armata ed equipaggiata, giungere al laboratorio a bordo di una navetta, la quale collega il laboratorio alla base militare tramite un lungo binario ad energia elettrica.


Scena 4:

Vicky:
Caricamento completato, é andata!

Jay:
Perfetto... ora non resta che attendere conferma dal tuo contatto

Liz [indicando in direzione del monitor che mostra la sala conferenze]:
Guardate... guardate... si stanno muovendo!


L'occhio alieno infatti ha sospeso i suoi segnali luminosi intermittenti e, come se ciò costituisse un segnale, gli zombi rompono le righe e lentamente abbandonano la sala lasciando sul posto il solo Dr. Neal che, sempre immobile come una statua, continua a reggere il globo. 
Gli zombi si sparpagliano quindi nei meandri del laboratorio. Uno di essi entra nella sala del generatore e, armato di una spranga d'acciaio, inizia a colpire i pannelli elettrici finché non resta egli stesso folgorato, ottenendo così di interrompere la corrente in tutto il complesso, che resta illuminato dalle spettrali luci d'emergenza di colore verde.

Di nuovo nella stanza:
L'improvvisa interruzione di corrente lascia tutti atterriti.


Liz:
Oh no... cosa facciamo adesso?

Jay:
La squadra di soccorso deve essere già arrivata al laboratorio e credo che, a questo punto, serva a ben poco starcene ancora qui ad attenderli.

Liz:
Non vorrai andargli incontro spero?!

Jay:
E cos'altro possiamo fare? Quì siamo messi all'angolo, come topi in trappola... li fuori avremo più possibilità, ora che non siamo più da soli.


Harry, munito di una chiave, fa scattare un meccanismo che consente di aprire manualmente le porte scorrevoli della stanza. Fatto ciò, si affaccia velocemente a scrutare il corridoio da entrambe i lati.


Harry:
Io ci sto... direi di giocarcela tutta! Più tempo stiamo a pensarci e peggio sarà!

Liz:
Ma Brad non é in condizione di muoversi!

Brad [alzandosi un pò a fatica]:
Scioccezze... ce la faccio! E poi... ho davvero bisogno di trovare un'aspirina!


Nel frattempo la squadra entra nel laboratorio buio, percorrendo il salone d'ingresso con i fucili spianati e le torce accese sui loro elmetti.
Dopo alcuni passi un soldato richiama l'attenzione del tenente su un individuo che, immobile, li scruta dalla cima di una rampa di scale. Ben presto ci si accorge della presenza di altre figure sbucate nell'ombra, come ad attenderli.


Ten. Hurt:
Bene ragazzi, é il comitato di benvenuto che ci aspettavamo. Procedere!


All'ordine del tenente la formazione inizia ad avanzare allargandosi a ventaglio.
Alle spalle dell'ultimo soldato, rimasto a chiudere il gruppo, dall'ombra emerge il volto pallido di uno zombi.


I cinque superstiti intanto arrancano lungo un corridoio, rasenti le pareti e disposti in fila indiana (Harry, Jay, Vicky, Liz e Brad a chiudere) quando vengono raggiunti dall'eco degli spari e delle urla dei militari. Frenati nel loro avanzare i cinque restano per pochi attimi ad ascoltare il finimondo che avviene a non molti, metri da loro. 
Jay, Vicky ed Harry si affacciano da una balaustra nel tentativo di scorgere qualcosa e valutare il da farsi, mentre Liz e Brad rimangono indietro ad attenderli. 
E' Harry che, risoluto come sempre, li incita a proseguire.

 
Harry:
Cosa diavolo rimaniamo a fare quì? Gettiamoci nella mischia e approfittiamo per passarci attraverso.

Vicky:
Ma é' da folli!

Jay:
No, Harry ha ragione... giunti quì possiamo solo andare avanti... e meglio farlo ora prima che la situazione peggiori.


Liz [rivolgendosi a Brad dietro di sè, ma senza voltarsi]:
Stammi vicino Brad! 
Brad...?


Liz fa appena in tempo a girarsi che viene afferrata alla gola da Brad che, come temeva Harry, é trasformato.
L'uomo la solleva da terra stringendola alla gola. 
Nel momento in cui i suoi compagni si accorgono, con orrore e sbigottimento, di ciò che sta accadendo alle loro spalle é già troppo tardi: pochi secondi ancora ed il collo di Liz é spezzato ed il suo corpo, ormai inerte, é lasciato cadere a terra.
Con un urlo bestiale, Harry si scaglia furibondo contro Brad, tempestandolo di pugni al punto di farsi sanguinare le nocche.  
Harry inizia poi a calmarsi ed a rallentare i colpi finché, sfinito dalla sua stessa furia, smette di accanirsi sul corpo ormai esanime di Brad per poi rimettersi in piedi, gli occhi chiusi ed il fiato ancora rabbiosamente corto. 
La prima cosa di cui Harry si accorge una volta riaperti gli occhi é un puntino luminoso puntato sul suo petto. Il suo sguardo sbigottito si solleva lentamente su un soldato che gli punta contro il fucile.
Le sue labbra non fanno in tempo ad articolare una sola parola perché un singolo colpo mortale lo centra in pieno petto.


Scena 5:

Jay e Vicky restano agghiacciati di fronte all'uccisione di Harry, ma il soldato sembra non voler lasciar loro neanche il tempo di chiedersi le ragioni dell'accaduto, puntando l'arma anche verso di loro.
Ad impedire l'esplosione del colpo é l'arrivo, silenzioso ma rapido, di uno zombi che spinge il militare contro il muro.
L'uomo tenta con tutte le forze di divincolarsi dalla stretta del mostro e Jay ne approfitta per sottrargli il fucile e fuggire via con Vicky lasciandolo al proprio destino.

I due corrono a perdifiato nei corridoi del laboratorio finché si imbattono nel tenente Hurt che tenta di difendersi a mani nude dall'aggressione di due zombi. Il suo fucile giace a terra lontano alcuni metri e con i due aggressori nel mezzo.
Dopo alcuni attimi di esitazione Jay decide di intervenire e, dopo aver urlato al militare di lanciarsi a terra, fredda i due zombi.
Senza lasciare il tempo al soldato di recuperare la sua arma, Jay si affretta ad impossessarsene passandola a Vicky per poi avvicinarsi all'uomo che intanto, sfinito e sanguinante da un piccolo taglio alla fronte, si è appoggiato ad una parete.


Jay:
Senza nulla a pretendere... ma se proprio insisti, una spiegazione sarebbe cosa gradita. Perché diavolo ci sparate addosso? Che intenzioni avete?

Hurt:
Non c'é nulla da spiegare... l'ordine é di bonifica totale della struttura. Azzerare il rischio.

Jay:
E azzerare i testimoni!


Senza poter replicare ulteriormente Hurt si limita a fissarlo in silenzio.
Vicky a quel punto gli avvicina e si abbassa per parlargli.
 

Vicky:
Ascoltami... quello che é accaduto quì ha smesso di essere un segreto di stato più o meno dal momento in cui ci avete messo piede. Ora... tenendo conto che non sei messo proprio bene, l'unica occasione che hai di uscirne vivo e pulito é fare squadra con noi. Ti sembra una proposta ragionevole?

Hurt:
Lo é sulla carta... ma la strada per la navetta è completamente invasa. Anche armati fino ai denti non c'é modo di passare, e lo potete capire dai fatti. Inoltre le porte sono state bloccate dalla base per evitare il rischio che quei cosi possano percorrere il tunnel a piedi.

Vicky:
Statemi a sentire... non credo di sbagliarmi, ma penso che la soluzione al problema sia esattamente lì dov'é iniziato.

Jay:
Quella maledetta sfera?!

Vicky:
Sì. E' chiaro che agisce come un ripetitore, un comando a distanza. E se così é, dobbiamo tentare di metterlo fuori uso.

Jay:
A questo punto non abbiamo nulla da perdere e, magari, qualcosa da guadagnarci.


Jay raccoglie il fucile di Hurt e glielo porge.

Jay:
In piedi soldato... che il difficile arriva adesso.
 


Scena 6:

Con in testa Hurt (che nel frattempo ha recuperato un fucile da un commilitone rimasto ucciso) il piccolo drappello si inoltra, compatto, in direzione della sala conferenze adocchiando, dalla propria posizione sopraelevata, l'atrio completamente popolato dagli zombi, alcuni dei quali tentano di frantumare le porte a vetri a mani nude.  


Hurt [bisbigliando]:
Non si arrenderanno finché non si saranno aperti una breccia. Approfittiamone e non perdiamo tempo.


Appena il terzetto riprende a muoversi, due mani sbucano dall'ombra ed afferrano Vicky per trascinarla nell'oscurità. L'urlo della donna richiama l'attenzione degli zombi.
Jay ed Hurt afferrano Vicky contendendola al mostro, la cui tenacia obbliga Jay ad abbatterlo con un colpo di fucile a brucia pelo.
Senza concedersi il lusso di riprendere fiato, i tre scattano riprendendo il percorso ma si trovano improvvisamente circondati: alcuni zombi infatti, arrampicandosi sulle balaustre, sbarrano loro la strada, mentre gli altri corrono su per le scale.
Dalla furiosa mischia che ne consegue, Hurt viene ferito al ventre con un cacciavite mentre Jay e Vicky sono costretti a fuggire nella direzione opposta.
Hurt riesce suo malgrado a svincolarsi ed a riprendere il percorso verso il suo obiettivo, approfittando del fatto che il resto dell'orda é ormai alle calcagna dei due tecnici.
Arrancando, quasi sfinito, il soldato raggiunge il salone dove il dottor Neal é ancora immobile con il globo tra le mani. Appena superata la soglia però, allo stremo delle forze, Hurt crolla a terra.
Jay e Vicky intanto terminano la loro fuga finendo in un vicolo cieco. Dopo alcuni infruttuosi tentativi di rifugiarsi in una stanza, i due non possono far altro che fronteggiare la lenta ma inesorabile avanzata dell'orda, dando inutilmente fondo alle proprie munizioni.
Hurt invece raccoglie gli ultimi residui delle proprie forze e, sempre disteso a terra, imbraccia il fucile puntandolo verso il dottore.
L'umanoide che una volta era uno scienziato sembra come destarsi e, sorprendentemente, parla ad Hurt con voce strascicata e gutturale.


Dr. Neal:
Voi... ci apparterrete... tutti!


Hurt, inquadrando la sfera al centro del mirino, fa fuoco facendola esplodere in centinaia di schegge.
Lo zombi del dottor Neal piomba a terra, inanimato, col volto ricoperto di sangue e schegge. Al tenente Hurt restano appena le energie per sorridere al risultato ottenuto, per poi poggiare il volto a terra, anch’egli ormai privo di vita.
Jay e Vicky intanto, ormai con le spalle al muro e rassegnati ad una fine certa, vedono i mostri bloccarsi all'improvviso, come trasformati in statue.
Dopo qualche attimo di esitazione, i due si prendono per mano e lentamente e con circospezione iniziano a percorrere il lungo corridoio passando attraverso gli zombi. Quando sono appena giunti a metà del percorso, attorno a loro gli zombi iniziano a cadere ad uno ad uno, lasciandoli soli, abbracciati e impauriti a campeggiare su un fiume di cadaveri.
Successivamente, Jay e Vicky si affacciano nella sala conferenze per avere conferma dell'accaduto per poi avviarsi verso l'uscita del laboratorio.
Giunti davanti alle grandi porte scorrevoli, i due non possono far altro che contemplare l'unica via d'uscita chiusa al passo.
Jay, stremato, poggia le palme e la fronte al vetro.
Un improvviso crepitio proveniente dagli altoparlanti li fa sussultare e la voce del colonnello Jones riecheggia dell'ampio atrio.


Col. Jones:
E' il colonnello Jones che vi parla. Ora verranno aperte le porte e ripristinata l'energia lungo il tunnel. Potrete tornare sani e salvi alla base.


Jay e Vicky non possono fare a meno di guardarsi trattenendo un sorriso complice, che viene tuttavia troncato dalle successive parole del colonnello.


Col. Jones:
Se ho capito a cosa state pensando, sappiate che non ha nulla a che fare con la decisione di farvi tornare.
            

[Primo piano sul colonnello]


Col. Jones:
Ne sono caduti altri tre, in diverse zone del globo. 
Siamo appena all'inizio.


[Le porte a vetri si spalancano e la corrente elettrica nel vagone e lungo il tunnel é riattivata]


Col. Jones:
Buon ritorno a casa, signori!


Il vagone percorre il tunnel verso la base militare. Jay e Vicky sono seduti con lo sguardo fisso e preoccupato davanti a sè. 
Le loro mani, lentamente, si sfiorano e si stringono forte.
 


FINE


 



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