THE TIME MACHINE
La ragion d'essere di un remake è quella di attualizzare un vecchio soggetto con le moderne tecniche cinematografiche e l'odierno linguaggio narrativo. Quando ciò non avviene, nel migliore dei casi assistiamo ad una fedele e piatta riproduzione dell'originale; nel peggiore dei casi ecco un film come "The time machine".
Pur giustificando la scelta di non voler dare alcuna spiregazione (azzardata qualunque fosse stata) alla teoria dei viaggi nel tempo, mi chiedo perchè trattare la sopracitata macchina come non fosse altro che un'utilitaria fresca di concessionaria.
Mi spiego meglio: cosa ne è stato dell'emozionante e particolareggiato itinerario illustrato nella vecchia versione, reso ancora più coinvolgente dall'ingenuo stupore del protagonista di fronte ai mutamenti temporali che avvenivano attorno a lui?!
Quì assistiamo invece ad una frettolosa cavalcata attraverso le epoche con una sosta in un eccentrico e scontatisimo futuro prossimo.
Il resto è ancora più inutile e delirante e più che parlarvene preferisco raccomandarvi caldamente sia la vecchia versione (L'uomo che visse nel futuro) che l'originale crossover "L'uomo venuto dall'impossibile" dove H.G. Wells insegue Jack lo squartatore fuggito nel futuro (non necessariamente remoto) grazie alla sua macchina.
La ragion d'essere di un remake è quella di attualizzare un vecchio soggetto con le moderne tecniche cinematografiche e l'odierno linguaggio narrativo. Quando ciò non avviene, nel migliore dei casi assistiamo ad una fedele e piatta riproduzione dell'originale; nel peggiore dei casi ecco un film come "The time machine".
Pur giustificando la scelta di non voler dare alcuna spiregazione (azzardata qualunque fosse stata) alla teoria dei viaggi nel tempo, mi chiedo perchè trattare la sopracitata macchina come non fosse altro che un'utilitaria fresca di concessionaria.
Mi spiego meglio: cosa ne è stato dell'emozionante e particolareggiato itinerario illustrato nella vecchia versione, reso ancora più coinvolgente dall'ingenuo stupore del protagonista di fronte ai mutamenti temporali che avvenivano attorno a lui?!
Quì assistiamo invece ad una frettolosa cavalcata attraverso le epoche con una sosta in un eccentrico e scontatisimo futuro prossimo.
Il resto è ancora più inutile e delirante e più che parlarvene preferisco raccomandarvi caldamente sia la vecchia versione (L'uomo che visse nel futuro) che l'originale crossover "L'uomo venuto dall'impossibile" dove H.G. Wells insegue Jack lo squartatore fuggito nel futuro (non necessariamente remoto) grazie alla sua macchina.
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